Favoriti Maglia a Pois Tour de France 2026: un premio di contorno sulla strada di Pogačar e Vingegaard o una preda a disposizione degli attaccanti? Carapaz, Martinez e Rubio ci proveranno

Fra le tante divise distintive che caratterizzano da sempre il ciclismo, la Maglia a Pois, che anche al Tour de France 2026 sarà indossata dal miglior scalatore in gara, rimane una delle più ambite e riconoscibili dal grande pubblico. La graduatoria che tiene conto dei punti ottenuti sui tanti Gran premi della Montagna sparsi per il percorso della Grande Boucle è una classifica di contorno, ma può essere, da subito o cammin facendo, un obiettivo chiaro nella mente di alcuni corridori e delle rispettive squadre. Per questo, tattiche e strategie legate alla Maglia a Pois possono spesso intersecarsi con quelle relative alla classifica generale, risultando così importanti nella lettura delle singole tappe e della corsa nel suo complesso.

Da vedere se l’andamento della gara consentirà agli attaccanti di sognare il podio finale di Parigi o se saranno gli uomini di classifica a giocarsi anche questo trofeo, data la loro “preminenza” in caso di tappe bloccate e di fughe tenute a tiro. Se coloro che ambiscono alla Maglia Gialla si ritroveranno a lottare anche per i successi di giornata nelle tappe più impegnative, magari con arrivi in salita, sarà difficile che la Maglia a Pois finisca in mani diverse rispetto a quelle dei favoriti per la generale.

Albo d’Oro recente Maglia a Pois Tour de France

2025 POGAČAR Tadej
2024 CARAPAZ Richard
2023 CICCONE Giulio
2022 VINGEGAARD Jonas
2021 POGAČAR Tadej
2020 POGAČAR Tadej
2019 BARDET Romain
2018 ALAPHILIPPE Julian
2017 BARGUIL Warren
2016 MAJKA Rafał

Favoriti Maglia a Pois Tour de France 2026

Difficile individuare alla vigilia di un Grande Giro il favorito per la classifica degli scalatori. Non è una novità che questo possa essere un obiettivo che si va definendo a gara in corso, in base all’andamento della gara. Chi punta alla classifica generale, almeno in prima battuta, non si troverà a battagliare per i punti messi a disposizione in cima ai GPM lungo il percorso. Di contro, la presenza di arrivi in salita e, in generale, la concentrazione di ascese dure nel finale, strizza l’occhio ai big che riescono a far la differenza.

Per questo motivo il favorito d’obbligo è Tadej Pogačar (UAE Team Emirates – XRG), uno che ama vincere, ma anche lasciare il segno sulle grandi montagne. E non è un caso che abbia vinto la Maglia a Pois in tre dei quattro Tour conquistati in carriera. Lo sloveno non si metterà a sprintare sui GPM secondari, ma questo non serve quando sei il più forte in salita. Discorso analogo vale per Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike), che non a caso è andato vicinissimo alla maglia di miglior scalatore del Giro d’Italia. Anche il danese nel 2022 fece il bis con Maglia a Pois e Maglia Gialla. E questo è sintomatico del fatto che serve qualcuno che vada davvero forte in montagna per provare a uscire dal copione dei big della generale. Qualcuno direbbe che son finiti i tempi in cui Anthony Charteau, ottimo corridore, ma di certo non uno da montagna, si laureava miglior scalatore del Tour de France (era il 2010 e il francese costruì un successo meritato grazie alle fughe da lontano, in un momento storico diverso per il ciclismo. Ma quel risultato portò gli organizzatori a cambiare il sistema dei punteggi in seguito).

Ma di scalatori in grado di potersi inserire in questa sfida ce ne sono. Lenny Martinez (Bahrain – Victorious) è uno che in salita va forte e lo ha dimostrato all’ultimo Giro di Svizzera. La Maglia a Pois, amatissima dai tifosi francesi, potrebbe essere un obiettivo anche per interrompere un digiuno che dura dal 2019 per la sua Nazione. Lo scorso anno fu terzo, alle spalle dei due fuoriclasse, ma c’è margine per migliorare questo risultato. E occhio anche a Richard Carapaz (EF Education – EasyPost), che l’ha vinta nel 2024, ed Egan Bernal (Netcompany INEOS). Convocato all’ultimo al Tour, il colombiano potrebbe essere una mina vagante, andando all’attacco in molte tappe di alta montagna. Stesso discorso per Einer Rubio (Movistar Team), il cui spirito indomito lo abbiamo visto in mostra anche al Giro d’Italia e potrebbe ripetersi lungo le salite della Grande Boucle. Oltre a Martinez i tifosi francesi potrebbero sperare in Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), altro scalatore che tenterà fortuna da lontano nella seconda parte di Tour, oltre al solito Guillaume Martin (Groupama – FDJ United) che ha fatto degli attacchi da lontano nei tapponi un marchio di fabbrica e Alex Baudin (EF Education – EasyPost), apparso brillante al Tour Auvergne – Rhône-Alpes, e Jordan Jegat (TotalEnergies). Naturalmente, ma non lo abbiamo dimenticato, c’è anche Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Tour). Il talentino francese rientra tra coloro che potrebbero curare la classifica degli scalatori battagliando con i big della generale. Tuttavia non si può escludere uno scenario in cui il ragazzo, resosi conto di essere lontano da Pogačar e Vingegaard, non possa decidere di cambiare strategia. In fondo è il suo primo Grande Giro e qualsiasi cosa farà, sarà tutta esperienza.

Tra i potenziali pretendenti inseriamo di diritto anche Juan Ayuso (Lidl-Trek), Florian Lipowitz (Red Bull – BORA hansgrohe) e Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG). Hanno altre ambizioni in partenza, ma se le cose dovessero prendere una piega sbagliata, la Maglia a Pois può diventare un obiettivo in corso d’opera e lo stesso vale per Remco Evenepoel (Red Bull – BORA hansgrohe) che, se dovesse correre a briglia sciolta andando in fuga, potrebbe diventare un serio pretendente. Naturalmente per ambire a questa speciale classifica bisognerà avere regolarità: non quanto per la generale, ma le tappe di alta montagna, specialmente quelle con tanti punti in palio, sono delle occasioni da non sbagliare. Alcuni reduci dal Giro d’Italia, che hanno l’obiettivo dichiarato di andare in fuga come Michael Storer (Tudor Pro Cycling) e Thymen Arensman (Netcompany INEOS) sono dei profili credibili, ma potrebbero faticare a livello di continuità. Stesso discorso per Jai Hindley (Red Bull – BORA hansgrohe), altro atleta perfetto per la Maglia a Pois, ma limitato anche da compiti di scuderia nell’arco delle tre settimane.

Tra gli outsider anche Ben O’Connor (Team Jayco – AlUla), che ha costruito le sue fortune in carriera con attacchi a lunga gittata, così come Lennert Van Eetvelt (Lotto – Intermarché) che, andando a caccia di tappe potrebbe trovarsi invischiato nella lotta. Chi spera di ritrovare un buon livello è Warren Barguil (Team PicNic – PostNL), vincitore della Maglia a Pois nove anni fa, mentre andranno seguiti i movimenti in casa Caja Rural – Seguros RGA, che proverà a onorare la presenza al Tour de France andando spesso in fuga. Due potenziali dark horse in questa corsa potrebbero essere Abel Balderstone e Sebastian Berwick.

Borsino dei Favoriti Maglia a Pois Tour de France 2026

***** Tadej Pogačar
**** Lenny Martinez, Jonas Vingegaard
*** Egan Bernal, Richard Carapaz, Paul Seixas
** Alex Baudin, Florian Lipowitz, Valentin Paret-Peintre, Einer Rubio
* Juan Ayuso, Isaac Del Toro, Jordan Jegat, Guillaume Martin, Michael Storer

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